Pagine dedicate alla Neurologia per l'aggiornamento dei Colleghi e per informazioni sulle nuove terapie e descrizioni di patologie rivolte in modo comprensibile ai pazienti

                                                                                          Dott. Carlo Sebastiano Tadeo
                                                                                                Specialista Neurologia

Sclerosi Multipla

 

                           Iscrivetevi alle Newsletter                   

                                             Newsletter  

 

 

 Novità dai principali congressi e pubblicazioni scientifiche 

Journals neurology

Per prenotare una visita neurologica

Servizio Traduzione

Medline

Congressi e convegni

Malattie neurologiche

Ictus
Sclerosi Multipla
Alzheimer
Parkinson
Neuropatie ereditarie
Cefalee

 

 

Pubblicità e links utili

 

We subscribe to the HONcode principles of the HON Foundation. Click to verify. We subscribe to the HONcode principles. Verify here.

 

 

www.ilneurologo.com - Candidato al Premio Web Italia 2003

Nuove speranze e realtà

La Sclerosi multipla è una malattia relativamente comune ed in Italia colpisce più di 30 persone ogni 10.000. Ogni anno 18.000 persone si ammalano di questa malattia.
Percentualmente colpisce persone giovani, di solito tra i 15 e i 50 anni, e  un po’ più le donne rispetto agli uomini.
La Sclerosi multipla, anche detta Sclerosi a placche, è una malattia che colpisce il cervello con un meccanismo di tipo autoimmunitario. In pratica succede che il sistema immunitario, che normalmente ci difende dalle aggressioni esterne di batteri e virus, si rivolta contro il rivestimento dei neuroni distruggendolo. Così i neuroni delle aree lesionate non hanno più la possibilità di comunicare tra loro. Il rivestimento dei neuroni cerebrali (mielina) è un po’ come la guaina dei fili elettrici: esso permette ai messaggi elettrici neuronali di percorrere i loro prolungamenti (assoni) e di comunicare con gli altri neuroni anche molto distanti. La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria, che colpisce esclusivamente il rivestimento mielinico dei neuroni del cervello.
L’attività del sistema immunitario contro il cervello non è costante, infatti ci possono essere dei periodi in cui la malattia è molto aggressiva, altri lunghi periodi nei quali sembra assopirsi. Le donne durante la gravidanza sono protette e soprattutto negli ultimi mesi di gestazione si assiste ad uno spegnimento della malattia. Purtroppo questo vantaggio viene annullato nei mesi seguenti al parto dove si assiste ad un nuovo peggioramento.
 Il fatto ha stimolato la ricerca sul ruolo degli ormoni nella regolazione del sistema immunitario e nei processi riparativi della mielina.
Ci sono degli altri fattori importanti che possono riattivare il sistema di difesa, per esempio le infezioni, così una banale influenza può attivare il sistema immunitario non solo contro il virus influenzale, ma anche riaccendere l’infiammazione contro la mielina cerebrale.
Fortunatamente, quando passa l’infiammazione, iniziano i processi di riparazione del rivestimento mielinico ed il paziente avrà dei periodi in cui avvertirà per esempio dei formicolii ad un braccio e alla gamba, oppure potrà avere improvvisi cali della vista, seguiti da periodi di miglioramento e addirittura guarigione. Con l’andare del tempo, a forza di 
subire danni, il cervello perde la capacità di ripararsi ed  iniziano ad aversi dei danni permanenti, che via via si sommano fino a creare degli handicap notevoli ai pazienti.
L’andamento della malattia è diverso nei pazienti. Per alcuni di essi passano dei decenni prima di dover essere costretti alla carrozzina, per altri la malattia è così aggressiva da non lasciare il tempo al cervello di cominciare i processi riparatori, portando ad un rapido peggioramento dei deficit neurologici, fino alla morte.
La terapia
Fino a 6-7 anni fa non esisteva una terapia in grado di modificare il corso della malattia. C’era il cortisone, un potente antiinfiammatorio, che viene anche oggi usato nella fase acuta della malattia, migliorando i sintomi e riducendo il periodo di infiammazione acuta.
 Il cortisone ha però dei grossi limiti: non si può darne delle grosse dosi per lungo tempo a causa degli effetti collaterali e soprattutto non possiede la capacità di “educare” la risposta infiammatoria a non reagire contro il cervello. Nella pratica si è visto che il cortisone va bene come farmaco sintomatico, ma non diminuisce l’aggressività della malattia nel tempo.
L’azatioprina è un farmaco largamente utilizzato in numerose malattie autoimmunitarie e, in passato, contro il rigetto degli organi trapiantati. Questo farmaco è utilizzato da molto tempo nella terapia della Sclerosi multipla. Le esperienze hanno evidenziato che può ridurre la frequenza delle ricadute della malattia e rallentare la progressione, sebbene in misura modesta. Attualmente viene utilizzato in caso non siano efficaci altre medicine più moderne.
Nel 1993 vi è stata una svolta nelle possibilità di cura di della Sclerosi multipla. Infatti uscirono i risultati entrambi positivi di due farmaci, il Copolimero e l’Inferferone ?.
In realtà l’Inferferone ? si dimostrò lievemente più efficace del Copolimero, per cui oggi viene considerato il farmaco da usare per primo.
Chi può usare l’Inferferone ??
Inizialmente l’efficacia del farmaco fu  provata nei pazienti con la forma di malattia meno grave, con aggravamenti e remissioni, per cui venne registrato (approvato l’uso) per questa forma di malattia. In questi giorni si è concluso un nuovo studio che ha dimostrato l’efficacia del farmaco anche nelle forme più gravi con un peggioramento secondario progressivo. Tutti questi studi sono stati eseguiti anche perché il farmaco è molto costoso (diversi milioni di lire all’anno) e solo così il Servizio Sanitario Nazionale ne può autorizzare la prescrizione.
Solo pochi Centri specialistici possono autorizzare e distribuire il farmaco perché appunto molto costoso.
Come agisce
l’Inferferone ? è una sostanza prodotta dal nostro sistema immunitario e ne regola la risposta. Conosciuto inizialmente come potente anti-virus, si comprese poi come potesse regolare i messaggi dei linfociti che sono i veri protagonisti del nostro sistema di difesa.
L’idea era che la malattia fosse dovuta ad una cattiva regolazione del sistema e che l’Inferferone ? potesse riequilibrare le cose.
Non in tutti è efficace
In effetti l’Inferferone ? non è sempre efficace (un po’ come tutte le medicine). Circa un terzo dei pazienti risponde con una riduzione degli attacchi ed una riduzione della progressione dei danni cerebrali. Ciò è considerato un grande successo perché finalmente si è potuti entrare nel vivo della regolazione del sistema immunitario in modo potente ed è stato possibile cambiare la storia della malattia.
Se l’Inferferone ? non è efficace si passa al Copolimero,un farmaco che cura la malattia in modo diverso. Il Copolimero è un insieme di sostanze, che assomigliano alla mielina del cervello, per cui il sistema immunitario viene sviato e raggirato. La reazione immunitaria viene convogliata verso questo falso bersaglio e lascia integro il cervello.
Da studi recenti pare che il Copolimero faccia produrre ai linfociti sostanze antiinfiammatorie e quindi anch’esso si propone come regolatore del sistema immunitario.
L’efficacia del farmaco, come dicevo prima, è buona e risponde positivamente per circa un terzo dei pazienti.
Attualmente si sta studiando cosa fare nei casi in cui questi farmaci siano inefficaci. Sono state proposte altre soluzioni come l’uso di immunoglobuline umane ad alte dosi, con scarsi risultati, ed il trapianto autologo di midollo osseo. Quest’ultima possibilità dal punto di vista ideale è molto promettente, sebbene debba essere proposta solo ai pazienti con una grave forma di malattia, poiché questo tipo di operazione è gravato da una seppur bassa, ma significativa percentuale di morti. 
Le speranze di curare questa malattia, come vedete, sono tante, e oggi si può affermare che un buon numero di pazienti sono sottratti alla malattia.
Grazie all’uso della Risonanza Magnetica è più facile diagnosticare la malattia e quindi iniziare prima le cure.
Sono possibili nuove cure anche per il pazienti più gravi, per cui si può affermare che vi siano delle buone possibilità terapeutiche per sconfiggere una malattia che colpisce molti giovani.

La malattia su Internet
Associazione Italiana Sclerosi Multipla
http://www.aism.it/
Lega Italiana Sclerosi Multipla
http://www.lism.it/
 

            

Spazio pubblicitario libero

 

Inviare a tadeo@ilneurologo.com un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.
Aggiornato il: 25 February 2000